Virsion FlowHub · Domande e risposte

Flow for Education: le risposte alle domande più frequenti

Flow è una piattaforma documentale con un assistente AI che risponde esclusivamente sui contenuti dell'organizzazione, cita le fonti e rende ogni documento accessibile. In questa pagina abbiamo raccolto le domande che un'istituzione formativa pone più spesso per una soluzione di questo tipo, a partire dal confronto con le alternative.

Versione del prodotto 1.1.2

Dati in Europa

Infrastruttura Microsoft Azure in datacenter europei, con servizi non esposti alla rete pubblica.

Isolamento per struttura

Ogni contenuto è confinato per organizzazione, dipartimento e utente, a livello di database e di ricerca AI.

Risposte verificabili

L'assistente cita sempre le fonti; i calcoli sono eseguiti dal software, non dal modello linguistico.

Accessibilità nativa

Conversione automatica dei documenti, sintesi vocale e preferenze di lettura per ogni utente.

Perché Flow

Qual è la differenza di fondo tra sviluppare una soluzione in casa e adottare Flow?

Una soluzione sviluppata in casa non finisce con la consegna: porta con sé anni di costi, rischi e manutenzione. Con Flow l'Istituzione governa la piattaforma come se fosse sua, con flessibilità e autonomia, senza l'onere di mantenerla.

Approfondimento

Che cosa comporta una soluzione interna:

  • Costi aperti: si conosce l'investimento iniziale, non quello di esercizio. Infrastruttura, consumi AI, correzioni e adeguamenti si sommano ogni anno, senza un tetto.
  • Tempi lunghi: mesi di progettazione, sviluppo e collaudo prima che il primo utente possa usarla. Nel frattempo modelli e tecnologie cambiano.
  • Dipendenza da poche persone: la conoscenza resta a chi l'ha costruita. Se cambiano incarico, la soluzione resta senza chi la sa correggere.
  • Manutenzione senza fine: aggiornamenti di sicurezza, ritiro dei modelli AI, nuove norme, accessibilità. Ogni voce richiede lavoro ricorrente (domanda 3).
  • Evoluzione a pagamento: ogni miglioramento va finanziato e sviluppato in proprio. Senza budget, la soluzione invecchia.

Che cosa resta nelle mani dell'Istituzione con Flow:

  • Organizzazione: strutture, dipartimenti, utenti e ruoli sono gestiti dagli amministratori dell'Istituzione, senza passare da Virsion.
  • Contenuti e permessi: chi vede che cosa, quali materiali l'assistente può consultare, come sono organizzati i corsi.
  • Controllo: consumi, costi e registro delle azioni sono consultabili in ogni momento.
  • Dati: restano di proprietà dell'Istituzione, nel formato originale ed esportabili (domanda 8).
  • Indirizzo del prodotto: le priorità di sviluppo si concordano con i clienti (domanda 21). Le nuove funzioni, anche quelle nate dalle esigenze di un cliente, arrivano come aggiornamenti della piattaforma.

L'Istituzione decide come usare la piattaforma; Virsion si occupa di farla funzionare, aggiornarla e proteggerla.

Perché creare piccoli chatbot custom non conviene rispetto ad adottare Flow?

Costruire un chatbot è la parte facile. Quello che costa è tutto ciò che gli sta intorno: permessi, protezione dei dati, controllo dei costi, accessibilità e manutenzione. Con tanti piccoli chatbot questo lavoro va rifatto per ciascuno; con Flow si fa una volta sola.

Approfondimento
  • Permessi: un chatbot custom ha di norma un'unica base documentale, uguale per chiunque lo usi. Flow applica i permessi del singolo utente a ogni domanda, quindi lo stesso assistente dà a ciascuno solo ciò che può vedere.
  • Documenti duplicati: ogni chatbot ha la propria copia dei file. Quando un documento cambia o va eliminato, bisogna ricordarsi di ogni copia. In Flow il documento è uno solo e, se viene eliminato, sparisce anche dalla ricerca AI.
  • Governo: dieci chatbot significano dieci responsabili, dieci configurazioni e nessun punto unico per sapere dove stanno i dati e chi vi accede. Questo pesa proprio sugli adempimenti GDPR.
  • Costi: i consumi sono sparsi e senza un tetto comune. Flow ha un budget in euro verificato prima di ogni richiesta e una rendicontazione per utente.
  • Manutenzione: i modelli AI vengono ritirati e sostituiti periodicamente, e ogni chatbot va aggiornato e ricollaudato. In Flow l'aggiornamento è centrale. Il dettaglio di ciò che resta a carico dell'Istituzione è nella domanda 3.
  • Qualità e accessibilità: citazione delle fonti, calcoli eseguiti dal software e conversione accessibile dei documenti andrebbero ricostruiti in ogni chatbot.

Un chatbot dedicato resta una buona scelta per un uso circoscritto e su contenuti pubblici, ad esempio le informazioni di orientamento sul sito. Il confronto cambia quando i contenuti sono riservati, gli utenti sono molti e le strutture sono diverse.

Se collego il mio chatbot o provider AI con RAG a Moodle ho le stesse funzionalità di Flow?

Si ottiene il nucleo, cioè un assistente che risponde sui materiali dei corsi, ma non ciò che gli sta intorno: permessi per utente, qualità sui documenti complessi, accessibilità e governo dei costi. E resta limitato a ciò che si trova in Moodle.

Approfondimento

Allo stato attuale, un provider AI collegato a Moodle offre generazione di testo e immagini nell'editor, riassunto e spiegazione della pagina aperta. La ricerca nei materiali (RAG) non è una funzione standard: arriva da plugin di terze parti o da sviluppi interni, che l'Istituzione sceglie, installa e mantiene.

  • Permessi: in molte soluzioni con RAG i permessi vengono copiati nell'indice quando il documento è caricato, e lì restano fermi fino alla reindicizzazione successiva. In Flow il filtro è costruito dal server a ogni domanda e i risultati sono ricontrollati sui permessi effettivi: un accesso revocato vale dalla domanda successiva. Il docente decide, file per file, che cosa l'assistente può consultare.
  • Qualità delle risposte: recuperare alcuni frammenti non basta per ogni domanda. Flow aggiunge ricerca ibrida con reranking, lettura integrale e confronto fra documenti, conteggi eseguiti dal software, riconoscimento di formule e tabelle.
  • Ciclo di vita: quando un documento viene eliminato o sostituito, anche l'indice deve aggiornarsi. In Flow avviene in automatico.
  • Accessibilità: conversione dei PDF in versioni accessibili, sintesi vocale e preferenze di lettura non fanno parte di un chatbot con RAG.
  • Costi: budget in euro verificato prima di ogni richiesta, limiti di frequenza e rendicontazione per utente andrebbero costruiti a parte.
  • Perimetro: un assistente dentro Moodle vede solo ciò che è in Moodle. Flow copre anche i documenti che non sono corsi: regolamenti, verbali, materiali di segreterie e uffici.

Una soluzione di questo tipo non si installa una volta: va tenuta in vita. Con un chatbot collegato a Moodle questo lavoro resta all'Istituzione:

  • Aggiornamenti di Moodle: Moodle rilascia due versioni maggiori l'anno. A ogni aggiornamento il plugin va verificato e, se chi lo sviluppa è in ritardo o lo abbandona, l'Istituzione deve scegliere fra rimandare l'aggiornamento dell'LMS e spegnere l'assistente.
  • Ritiro dei modelli: i fornitori ritirano i modelli a scadenze fisse. Sostituire quello che genera le risposte richiede un nuovo collaudo; sostituire quello che costruisce l'indice richiede di reindicizzare tutti i materiali.
  • Indice di ricerca: è un'infrastruttura in più da ospitare, monitorare, salvare e riallineare quando qualcosa va storto.
  • Documenti che non si leggono: scansioni, formule e tabelle complesse falliscono in silenzio. Serve qualcuno che se ne accorga e intervenga.
  • Sicurezza e dati: correzioni di sicurezza, valutazione del plugin e del fornitore AI, aggiornamento della documentazione sul trattamento dei dati a ogni cambio.
  • Qualità e supporto: quando l'assistente risponde male, qualcuno deve raccogliere la segnalazione, capire la causa e correggere.

Con Flow queste attività sono parte del servizio: l'Istituzione usa la piattaforma, non la mantiene.

Le due soluzioni non si escludono: gli strumenti AI di Moodle aiutano a scrivere e a leggere dentro l'LMS, Flow risponde sui documenti e lo affianca senza sostituirlo (domanda 14).

Flow è disponibile anche come app mobile?

Sì: Flow ha un'app per Android e iOS, con le stesse regole di sicurezza della versione web. Per una soluzione sviluppata in casa, l'app mobile è un secondo prodotto da costruire, pubblicare e mantenere.

Approfondimento
  • Stesse funzioni, stessi permessi: l'app usa le stesse API della versione web. Documenti, assistente e corsi rispettano gli stessi controlli di accesso, applicati dal server.
  • Accesso: sblocco con impronta o riconoscimento del volto dopo il primo accesso con secondo fattore. Un cambio di password chiude tutti gli accessi, anche quelli da telefono.
  • Uso da telefono: si può allegare all'assistente una foto scattata sul momento o un'immagine dalla galleria.
  • Notifiche: notifiche push senza dati personali né contenuti dei documenti (domanda 5).

Che cosa comporta un'app sviluppata in proprio:

  • Due piattaforme: Android e iOS vanno sviluppate, collaudate e aggiornate separatamente, a ogni nuova versione dei sistemi operativi.
  • Pubblicazione sugli store: account sviluppatore, revisioni di Apple e Google, dichiarazioni sul trattamento dei dati, regole che cambiano ogni anno.
  • Sicurezza specifica: custodia delle credenziali sul dispositivo, biometria, sessioni da revocare a distanza. Sono problemi diversi da quelli di un sito.

Con Flow l'app è parte del servizio e segue gli aggiornamenti della piattaforma.

Dati e conformità

Dove risiedono i dati dell'Istituzione?

In datacenter Microsoft Azure nell'Unione Europea, su servizi che non sono raggiungibili dalla rete pubblica.

Approfondimento
  • Tutti i servizi sono ospitati in regioni Azure europee: West Europe (Paesi Bassi), Sweden Central (Svezia) e Italy North (Milano), tutte nell'Unione Europea.
  • Database e archivio documentale sono collegati tramite private endpoint; il traffico in ingresso passa da Azure Front Door con Web Application Firewall.
  • Nessun indirizzo di storage viene mai esposto al browser: ogni download transita da un endpoint autenticato che verifica i permessi.
  • Oltre a Microsoft, i sub-responsabili sono elencati nell'allegato al contratto. Mathpix riconosce le formule matematiche su infrastruttura AWS a Francoforte, con eliminazione dei dati subito dopo l'elaborazione; può essere disattivato per l'intera Istituzione. Google Firebase recapita le notifiche push dell'app mobile: nei messaggi non transitano dati personali né contenuti dei documenti.

I nostri documenti vengono usati per addestrare modelli di AI?

No. I contenuti restano nel perimetro Azure e non alimentano l'addestramento di alcun modello.

Approfondimento
  • Flow utilizza i modelli tramite Azure: secondo le condizioni del servizio Microsoft, prompt e risposte non sono usati per addestrare i modelli e non vengono condivisi. Lo stesso impegno è assunto da Virsion nel contratto.
  • Nella configurazione standard è attivo il monitoraggio degli abusi di Microsoft, che può conservare prompt e risposte fino a 30 giorni a soli fini di sicurezza.
  • L'applicazione raggiunge i servizi Azure con identità gestite (Managed Identity); i segreti residui sono custoditi in Azure Key Vault e non compaiono mai nel codice o nei file di configurazione.
  • Gli endpoint AI ammessi sono definiti in una lista chiusa: l'applicazione rifiuta di avviarsi se un endpoint non appartiene ai domini Azure previsti.

Come sono gestiti gli adempimenti GDPR?

L'Istituzione è titolare del trattamento e Virsion responsabile, con impegni contrattuali precisi e funzioni di prodotto pensate per cancellazione, conservazione limitata e tracciabilità.

Approfondimento
  • Il contratto comprende gli allegati su trattamento dei dati, misure di sicurezza, livelli di servizio ed elenco dei sub-responsabili. Virsion è una società svizzera: si applicano il GDPR, dove imperativo, e la legge federale svizzera sulla protezione dei dati.
  • Eventuali violazioni che coinvolgano dati personali vengono notificate all'Istituzione nei tempi e con le modalità stabiliti dal contratto.
  • Cancellazione dell'account ai sensi dell'art. 17, con approvazione del referente e anonimizzazione dei dati personali.
  • Conservazione limitata: allegati delle conversazioni e immagini generate vengono eliminati automaticamente dopo 30 giorni.
  • Quando un documento viene eliminato, vengono rimossi anche i suoi frammenti dall'indice di ricerca AI.
  • Registro delle azioni rilevanti consultabile dagli amministratori; i log applicativi non contengono il testo dei documenti né credenziali. I log diagnostici e di sicurezza dell'infrastruttura sono conservati per 90 giorni.

Che cosa succede ai dati al termine del rapporto?

I dati restano dell'Istituzione: il contratto prevede 30 giorni per esportarli, poi vengono eliminati.

Approfondimento

Alla cessazione l'Istituzione dispone di 30 giorni di accesso in sola consultazione e download per esportare i propri dati; trascorso il periodo, i dati vengono cancellati. I documenti sono conservati nel loro formato originale, senza dipendenze da formati proprietari.

Un supporto all'esportazione con modalità dedicate può essere concordato nell'ordine. Documenti, prompt e risposte dell'assistente restano di proprietà dell'Istituzione per tutta la durata del rapporto.

Sicurezza

Come si garantisce che studenti e dipartimenti vedano solo i propri materiali?

L'isolamento è applicato in tre punti indipendenti: database, ricerca AI e storage. Nel dubbio, l'accesso viene negato.

Approfondimento
  • Il contesto dell'utente (organizzazione, dipartimento) deriva sempre dalla sessione autenticata, mai da parametri inviati dal browser.
  • Ogni interrogazione al database è filtrata per organizzazione direttamente nella query.
  • Il filtro di sicurezza sulla ricerca AI è costruito dal server e applicato prima del ranking; i risultati vengono poi ricontrollati sui permessi effettivi del database.
  • I documenti hanno tre livelli di visibilità (organizzazione, dipartimento con sotto-strutture, privato) e lo storage è segmentato per organizzazione.
  • La suite di test automatici include verifiche negative specifiche: accesso tra organizzazioni diverse, escalation di ruolo, accesso diretto a risorse altrui.

Come viene verificata la sicurezza della piattaforma?

Con audit interni periodici e documentati, test automatici dedicati e analisi continua delle dipendenze.

Approfondimento
  • Audit di sicurezza interni con rilievi tracciati fino alla correzione.
  • Analisi delle vulnerabilità note nelle librerie (OWASP Dependency-Check) integrata nella build.
  • Revisione di sicurezza sulle modifiche e un registro interno delle aree di codice sensibili, con le regole che non devono essere violate.
  • Intestazioni di sicurezza, protezione CSRF, Content Security Policy e HSTS; caricamenti verificati su formato reale del file, non sulla sola estensione.

Un documento con istruzioni malevole può manipolare l'assistente?

Il rischio è circoscritto per progetto: il contenuto dei documenti è trattato come dato e l'assistente non può compiere azioni.

Approfondimento
  • Il testo dei documenti è delimitato nel prompt e dichiarato come dato non attendibile: le istruzioni di sicurezza non sono sovrascrivibili dal contenuto.
  • Il modello non dispone di strumenti né di funzioni eseguibili: non può accedere a URL, modificare dati o agire per conto dell'utente.
  • L'output viene sanificato prima della visualizzazione, senza script né HTML attivo.

Nessun sistema basato su modelli linguistici è immune per definizione; Flow è progettato perché un tentativo di questo tipo non possa tradursi in un accesso a dati non autorizzati.

Come avviene l'autenticazione?

Con account nominativi e autenticazione a due fattori obbligatoria per tutti gli utenti, oltre a difese contro i tentativi ripetuti.

Approfondimento
  • Il secondo fattore è un requisito contrattuale: al primo accesso l'utente deve configurarlo prima di poter usare la piattaforma. Può scegliere un'app authenticator (TOTP, con protezione contro il riuso del codice) oppure il codice via email; i dispositivi fidati valgono 30 giorni.
  • Blocco temporaneo dopo tentativi di accesso falliti e numero massimo di tentativi sulla verifica del secondo fattore.
  • Password con hash BCrypt, revoca delle sessioni al cambio o al ripristino della password.
Percorso propostoCon l'accesso tramite credenziali dell'Istituzione (domanda 13) si applicano direttamente le politiche di accesso e di MFA già in uso presso l'Istituzione.

Integrazione

Flow nasce come piattaforma autonoma. L'inserimento nei sistemi di un'istituzione è un lavoro che preferiamo progettare insieme ai vostri sistemi informativi, anziché proporre connettori generici.

È possibile accedere con le credenziali dell'Istituzione (SSO)?

È l'integrazione che prevediamo come primo passo del progetto, su standard già supportati dalla tecnologia di Flow.

Approfondimento

Oggi Flow gestisce l'autenticazione in proprio. Lo strato di sicurezza è Spring Security, che supporta nativamente SAML 2.0 e OpenID Connect: gli standard utilizzati da Microsoft Entra ID, Shibboleth e dalla federazione IDEM.

Percorso propostoDefinizione congiunta del provider di identità, degli attributi da ricevere (ruolo, struttura di appartenenza) e delle regole di assegnazione ai dipartimenti, quindi attivazione e collaudo in ambiente dedicato.

Come dialoga Flow con l'LMS e con gli altri sistemi dell'Istituzione?

Flow affianca l'LMS senza sostituirlo e mette a disposizione API REST autenticate come base per le integrazioni.

Approfondimento

Il backend espone un livello di API REST con autenticazione a token (access token di breve durata e refresh token con rotazione). Un connettore LTI e il provisioning automatico degli utenti dall'anagrafica dell'Istituzione non fanno parte del prodotto attuale.

Percorso propostoUn'analisi congiunta per individuare il livello di integrazione che porta valore reale: dal semplice collegamento dall'LMS fino alla sincronizzazione di corsi e iscritti.

Che cosa offre Flow per la didattica?

Un modulo corsi con materiali, avanzamento dei partecipanti e assistente AI circoscritto al singolo corso.

Approfondimento
  • Corsi organizzati in sezioni e materiali, con avanzamento per partecipante e possibilità di sbloccare i contenuti in sequenza.
  • «Chiedi all'assistente su questo corso»: l'ambito della ricerca è ricalcolato dal server e limitato ai materiali del corso che l'utente può vedere.
  • Il docente decide, file per file, quali materiali l'assistente può consultare.
  • Supporto dell'AI alla stesura di descrizioni e struttura del corso, sempre con validazione del docente.
  • Terminologia dedicata al contesto universitario e anteprima del corso dal punto di vista dello studente.

Il modulo è in produzione ed è coperto da test automatici, inclusi quelli di sicurezza.

Intelligenza artificiale

Quanto sono affidabili le risposte dell'assistente?

Ogni risposta è ancorata ai documenti dell'Istituzione e riporta le fonti, così che chi legge possa sempre verificare.

Approfondimento
  • Ricerca ibrida (testuale e vettoriale) con reranking semantico; le fonti utilizzate sono elencate sotto la risposta e scaricabili da chi ne ha il permesso.
  • L'assistente è istruito a non trarre conclusioni esaustive da estratti parziali; per le domande che lo richiedono è disponibile la lettura integrale dei documenti scelti dall'utente e il confronto fra più documenti.
  • Conteggi e somme su più documenti sono eseguiti dal software su dati estratti in modo strutturato, con il dettaglio per documento: il modello linguistico non fa calcoli liberi.

Un modello linguistico può commettere errori: per questo Flow è costruito sulla verificabilità della risposta, non sulla promessa di infallibilità, e il contratto prevede la verifica umana dei risultati prima del loro utilizzo.

Come si governano i costi dell'AI su una popolazione ampia?

Con un budget mensile in euro verificato prima di ogni richiesta e una rendicontazione puntuale dei consumi.

Approfondimento
  • Ogni piano definisce un budget AI mensile in euro e un numero massimo di richieste: una domanda che farebbe superare il budget viene fermata prima di essere inviata al modello. In assenza di configurazione, il sistema nega anziché consentire.
  • Le operazioni più onerose (analisi su più documenti, funzioni AI dei corsi, generazione di immagini, sintesi vocale) hanno limiti di frequenza dedicati.
  • Consumi tracciati per messaggio, conversazione e utente, calcolati con i prezzi del modello effettivamente usato e al netto della cache dei prompt, che riduce costi e latenza.
  • Pannello di controllo per amministratori e referenti con indicatori mensili e andamento dei consumi.

Accessibilità

Qual è il livello di accessibilità della piattaforma e dei documenti?

L'accessibilità è una funzione del prodotto, non un adattamento successivo: riguarda i documenti, l'interfaccia e l'assistente.

Approfondimento
  • Ogni PDF caricato viene convertito automaticamente in versioni accessibili HTML e Markdown, con struttura semantica, tabelle con intestazioni, descrizione di immagini e grafici e formule in MathML leggibili dagli screen reader.
  • Preferenze per utente: caratteri ad alta leggibilità (Lexend, OpenDyslexic), dimensione e spaziatura del testo, riduzione delle animazioni, temi progettati per il daltonismo.
  • Sintesi vocale delle risposte con voci neurali in italiano e inglese; conversazione strutturata per la navigazione con screen reader.
  • Interfaccia progettata secondo le WCAG 2.1 livello AA e verificata in un test reale con screen reader condotto da una persona non vedente.

Affidabilità e scala

La piattaforma regge i volumi di una grande istituzione?

L'architettura poggia su servizi Azure gestiti e scalabili; proponiamo di validare i volumi reali con un pilota misurato.

Approfondimento
  • Database, ricerca, storage e modelli AI sono servizi gestiti, dimensionabili in modo indipendente.
  • Le elaborazioni pesanti (estrazione del testo, indicizzazione, conversione accessibile) sono asincrone e non incidono sull'esperienza di chi sta usando la piattaforma.
  • Le risposte dell'assistente sono elaborate lato server e non si perdono se l'utente chiude la pagina.
Percorso propostoUn pilota su un perimetro definito (una struttura didattica o un gruppo di corsi) con un test di carico concordato, i cui risultati guidano il dimensionamento dell'estensione.

Come sono gestiti backup e continuità operativa?

La disponibilità poggia sull'infrastruttura Microsoft Azure; backup garantiti, disaster recovery e livelli di servizio applicativi si definiscono nell'ordine, in base alle esigenze dell'Istituzione.

Approfondimento
  • Flow è uno strumento di lavoro sui documenti, non un archivio di conservazione: salvo diverso accordo, tenere una copia di sicurezza dei propri documenti resta a cura dell'Istituzione, come previsto dal contratto.
  • Il piano standard si appoggia ai livelli di servizio di Microsoft Azure. Backup garantiti, disaster recovery con obiettivi di ripristino (RPO/RTO) e SLA applicativi, ad esempio disponibilità dal 99,5% e tempi di risposta del supporto, sono servizi concordabili nell'ordine o con un piano dedicato.
  • Manutenzioni programmate comunicate con almeno 48 ore di preavviso, in fasce orarie a basso impatto.
  • Schema del database versionato: ogni modifica è tracciata, ripetibile e applicata in modo controllato. Ambienti separati di sviluppo e di produzione.
Percorso propostoPer un'istituzione di grandi dimensioni riteniamo appropriato un piano dedicato: obiettivi di ripristino e livelli di servizio si fissano insieme nella fase di analisi.

A che punto di maturità è il prodotto e come vengono gestiti i rilasci?

Flow è alla versione 1.1.2, in evoluzione continua, con rilasci controllati e verificati.

Approfondimento
  • Ogni rilascio passa da oltre 1100 test automatici, tra unitari e di integrazione, una parte significativa dei quali dedicata alla sicurezza.
  • Build e test sono automatizzati; la messa in produzione è un passaggio supervisionato, preceduto dalla validazione in ambiente dedicato.
  • L'evoluzione del prodotto è guidata dai clienti: un progetto con l'Istituzione è anche l'occasione per orientare le priorità della roadmap sul proprio contesto.

Il percorso che proponiamo

Una adozione graduale, in cui ogni fase produce evidenze misurabili prima di passare alla successiva. Tempi e perimetro si definiscono insieme.

  1. Fase 1

    Analisi delle necessità

    Casi d'uso prioritari, struttura organizzativa e profili di accesso, tipologie di documenti da gestire, requisiti di trattamento dei dati.

  2. Fase 2

    Pilota misurato

    Un perimetro definito di corsi e utenti, con test di carico concordato e raccolta del riscontro di docenti e studenti.

  3. Fase 3

    Estensione 1

    Dimensionamento sulla base dei dati del pilota e apertura a un primo gruppo di strutture dell'Istituzione.

  4. Fase 4

    Estensione 2

    Apertura progressiva alle altre strutture dell'Istituzione, con il supporto all'adozione da parte di docenti e personale.

Virsion Sagl · Documento redatto a scopo informativo. Descrive lo stato del prodotto alla versione indicata; gli impegni reciproci sono quelli definiti nella documentazione contrattuale.

Hai una domanda che qui non trovi?

Scrivici: ti rispondiamo sul caso della tua Istituzione, oppure fissiamo una demo di Flow.

Usiamo i tuoi dati solo per risponderti, come descritto nella Privacy Policy.

info@virsion-studio.com